Premessa: questa relazione l'ho scritta io, quindi prego ai visitatori di non copiarla perche violerebbero i diritti d'autore, cioè, i miei diritti! Ho pubblicato questa relazione per il semplice motivo di fare capire agli adolescenti che nella vita non sono importanti la droga, l'alcool, il bullismo...ma lo studio, i sorrisi, la salute, l'amicizia, il rispetto, la generosità, la cultura, e l'amore.
Nel mondo dei giovani stano moltissimi fenomeni di comportamento preadulto: ricerca di indentità, protesta, esperienze scolastiche difficili; la gioventù viene inserita in realtà sempre più complesse e difficili. Perchè? Il giovane, all'incirca tra i 13 e i 16 anni, atà adolescenziale che è caratterizzata da una serie di mutamenti fisici e psicologici, pensa di essere già adulto, vuole prendere decisioni sue, non vuole pareri dal mondo esterno in nessun caso, e purtroppo, tutte queste problematiche li portano ad essere giudicati dai genitori e quindi ad essere puniti e così i loro rapporti si trasformano in rancori fino a crearsi dei conflitti ed incomprensioni. I genitori, non riescono sempre a capire i giovani, cercano sempre di proteggerli, metterli in una "campana di vetro"; così facendo credono che siano protetti dal mondo esterno, che crescano in modo sano, che non arrivino alla droga, che studino per arrivare a fare un lavoro promisquo; ma non va sempre a finire così. Molti giovani si ribellano a troppa attenzione e protezione da parte dei genitori, molte volte fano l'esatto contrario di quello che gli viene chiesto o inposto con la forza. Molto psicologi, ad esempio, (e anche io la penso così), hanno elaborato molte teorie su questo, ma in particolare sostiene che il giovane si comporti in questo modo per attirare l'attenzione del genitore, per comunicargli qualcosa, o semplicemente per stare al centro dell'attenzione, per gelosie che hanno verso un fratello o addirittura verso il compagno/a del genitore (se hanno genotori separati o divorziati). Nella società come si comporterano? Per esempio, le radici della violenza giovanile sono molto vari: emarginazione, squilibri sociali, sfiducia nel prossimo, assenza di modelli comportamentali e di valori, genitori assenti... Queste problematiche li portano a fare la guerra all'adulto, non a imparare da lui, a capirlo, ad apprendere i suoi insegnamenti. Nelle scuole la percentuale dei giovani con una pessima condotta e scarso studio è aumentata moltissimo, il motivo potrebbe essere che nelle famiglie più sfortunate o con genitori in disaccordo dove spesso il padre picchia la madre, provengono giovani disadattati che entrano poi nel mondo della criminalità e della droga. Con mio padre, io, ho sempre avuto un rapporto di complicità, ma non sempre ho recepito i suoi insegnamenti, mi è capitato anche a me di frequentare brutte compagnie o di avere una pessima condota a scuola, ma con il passare del tempo ho capito che sbagliavo; ho riso a pensare che a 15 anni mi sentivo adulta perchè non si finisce mai di imparare e di crescere, sia con la testa, sia con il cuore.